NOTIZIE NAZIONALI
LETTERA APERTA DEL SINDACATO DI POLIZIA USP AL MINISTRO BRUNETTA
“Egregio Ministro Brunetta,
come Ella ben sa, talvolta alcune opinabili affermazioni, specie se pronunciate da eminenti politici, hanno l’unico effetto di suscitare un vespaio di polemiche e di legittime proteste da parte di coloro a cui sono rivolte.
Era quindi chiaramente prevedibile che la sua (infelice) frase sui Poliziotti panzoni e passacarte, quindi incapaci di una reale operatività, non poteva passare sotto silenzio.
Ora, non si meravigli del forte disappunto subito esternato da alcune sigle sindacali di categoria, tantomeno di quel conseguente clima di diffidenza nei Suoi confronti che, forse, avrebbe dovuto prevedere prima di avventurasi in considerazioni che i diretti interessati ovviamente non hanno gradito.
Tuttavia, amiamo la schiettezza e, anche se riteniamo che le parole debbano essere sempre e comunque misurate, dobbiamo nostro malgrado darLe purtroppo in parte ragione, pur ribadendo che non possiamo condividere i termini con cui Lei ha posto la questione.
E’ infatti una realtà innegabile che vi siano dei Poliziotti grassi, come anche esistono politici che difettano in altezza o che hanno anch’essi un ventre prominente, o comunque talune caratteristiche riscontrabili in molte altre categorie di lavoratori. In ogni caso, la descrizione dell’aspetto fisico di una persona deve sempre restare una semplice constatazione, senza trascendere in attribuzioni offensive (quale quella di “panzone”) che ci riesce alquanto difficile interpretare, come Lei si è subito affrettato a precisare, in una battuta scherzosa che, però, non ci ha fatto assolutamente ridere, .. come Lei certamente non avrà riso quando qualcuno l’ha definita un “energumeno tascabile”!
Signor Ministro, riteniamo utile ricordarLe che senza l’insostituibile opera di quelli che Lei chiama “passacarte“, gran parte dell’attività dell’apparato sicurezza sarebbe irrimediabilmente compromessa.
Soprattutto, vorremmo ricordarLe che molti di quelli che Lei ha definito panzoni sono in realtà Poliziotti malpagati e malgratificati che, dopo lunghi anni di servizio operativo, esposti alle intemperie e a turni massacranti di lavoro, costretti a usufruire di mense mediocri o a mangiare pizzette e tramezzini che metterebbero a dura prova anche lo stomaco del più convinto salutista, hanno subito un invecchiamento precoce e perso quella prestanza fisica che, evidentemente, secondo i Suoi discutibili parametri di giudizio, sembrerebbe contare molto più di un’esperienza professionale di lunga data.
Onorevole BRUNETTA, anche se lo ha manifestato con modalità tali da sollevare indignazione, nonostante tutto ha avuto ragione sull’inopportunità di mettere fuori dagli Uffici Poliziotti ormai fisicamente e anagraficamente impreparati a gestire talune situazioni operative. Probabilmente perché essi svolgono già un lavoro prezioso dove sono attualmente.
Lei ha però posto platealmente il problema dell’assenza di un ricambio generazionale che restituisca piena funzionalità alla Polizia di Stato, svecchiando un organico carente e composto ormai da dipendenti con notevole anzianità di servizio.
Usi quindi la sua colorita dialettica non per offendere, come nella fattispecie è avvenuto (si spera non intenzionalmente), bensì per convincere l’Esecutivo di Governo ad assumere con urgenza nuovi Poliziotti che, oltre a soddisfare il Suo senso estetico, possano garantire quella sicurezza che la collettività da tempo chiede a gran voce.
Potrebbe essere la Sua migliore occasione per riallacciare un dialogo costruttivo con i Rappresentanti delle Forze dell’Ordine e, per sanare quella grave ingiustizia sociale che tuttora discrimina gli ex militari V.F.A. (Volontari in Ferma Annuale) nell’assunzione nei ruoli della Polizia di Stato”.
Con ossequio.
Roberto Boni
Vice Segretario Nazionale Usp
come Ella ben sa, talvolta alcune opinabili affermazioni, specie se pronunciate da eminenti politici, hanno l’unico effetto di suscitare un vespaio di polemiche e di legittime proteste da parte di coloro a cui sono rivolte.
Era quindi chiaramente prevedibile che la sua (infelice) frase sui Poliziotti panzoni e passacarte, quindi incapaci di una reale operatività, non poteva passare sotto silenzio.
Ora, non si meravigli del forte disappunto subito esternato da alcune sigle sindacali di categoria, tantomeno di quel conseguente clima di diffidenza nei Suoi confronti che, forse, avrebbe dovuto prevedere prima di avventurasi in considerazioni che i diretti interessati ovviamente non hanno gradito.
Tuttavia, amiamo la schiettezza e, anche se riteniamo che le parole debbano essere sempre e comunque misurate, dobbiamo nostro malgrado darLe purtroppo in parte ragione, pur ribadendo che non possiamo condividere i termini con cui Lei ha posto la questione.
E’ infatti una realtà innegabile che vi siano dei Poliziotti grassi, come anche esistono politici che difettano in altezza o che hanno anch’essi un ventre prominente, o comunque talune caratteristiche riscontrabili in molte altre categorie di lavoratori. In ogni caso, la descrizione dell’aspetto fisico di una persona deve sempre restare una semplice constatazione, senza trascendere in attribuzioni offensive (quale quella di “panzone”) che ci riesce alquanto difficile interpretare, come Lei si è subito affrettato a precisare, in una battuta scherzosa che, però, non ci ha fatto assolutamente ridere, .. come Lei certamente non avrà riso quando qualcuno l’ha definita un “energumeno tascabile”!
Signor Ministro, riteniamo utile ricordarLe che senza l’insostituibile opera di quelli che Lei chiama “passacarte“, gran parte dell’attività dell’apparato sicurezza sarebbe irrimediabilmente compromessa.
Soprattutto, vorremmo ricordarLe che molti di quelli che Lei ha definito panzoni sono in realtà Poliziotti malpagati e malgratificati che, dopo lunghi anni di servizio operativo, esposti alle intemperie e a turni massacranti di lavoro, costretti a usufruire di mense mediocri o a mangiare pizzette e tramezzini che metterebbero a dura prova anche lo stomaco del più convinto salutista, hanno subito un invecchiamento precoce e perso quella prestanza fisica che, evidentemente, secondo i Suoi discutibili parametri di giudizio, sembrerebbe contare molto più di un’esperienza professionale di lunga data.
Onorevole BRUNETTA, anche se lo ha manifestato con modalità tali da sollevare indignazione, nonostante tutto ha avuto ragione sull’inopportunità di mettere fuori dagli Uffici Poliziotti ormai fisicamente e anagraficamente impreparati a gestire talune situazioni operative. Probabilmente perché essi svolgono già un lavoro prezioso dove sono attualmente.
Lei ha però posto platealmente il problema dell’assenza di un ricambio generazionale che restituisca piena funzionalità alla Polizia di Stato, svecchiando un organico carente e composto ormai da dipendenti con notevole anzianità di servizio.
Usi quindi la sua colorita dialettica non per offendere, come nella fattispecie è avvenuto (si spera non intenzionalmente), bensì per convincere l’Esecutivo di Governo ad assumere con urgenza nuovi Poliziotti che, oltre a soddisfare il Suo senso estetico, possano garantire quella sicurezza che la collettività da tempo chiede a gran voce.
Potrebbe essere la Sua migliore occasione per riallacciare un dialogo costruttivo con i Rappresentanti delle Forze dell’Ordine e, per sanare quella grave ingiustizia sociale che tuttora discrimina gli ex militari V.F.A. (Volontari in Ferma Annuale) nell’assunzione nei ruoli della Polizia di Stato”.
Con ossequio.
Roberto Boni
Vice Segretario Nazionale Usp




















